ISPRA: CONCENTRAZIONE DI BARIO E IPA TOTALI NEI SEDIMENTI MARINI CIRCOSTANTI LE PIATTAFORME OFFSHORE

Descrizione
In Italia, alcune piattaforme per la coltivazione dei giacimenti di idrocarburi presenti negli ambienti marini offshore sono interessate da un piano di monitoraggio ambientale, avente generalmente frequenza annuale e volto a indagare un complesso di parametri fisici e chimici in tre matrici ambientali: nell’acqua, nei sedimenti e negli organismi marini (mitili). Tale piano è obbligatorio per il rilascio dell’autorizzazione, da parte del Ministero dell’Ambiente e la Sicurezza Energetica (MASE) ai sensi dell'art. 104 del D.Lgs. 152/2006, allo scarico in mare e/o reiniezione in unità geologica profonda delle acque di produzione provenienti dall'attività di estrazione degli idrocarburi. Il solfato di bario (barite) è un composto diffusamente impiegato nelle attività di estrazione degli idrocarburi al fine di appesantire i fluidi di perforazione. Tali fluidi sono recuperati nel corso del processo estrattivo al fine di evitare il loro rilascio nell’ambiente; tuttavia, il bario può essere presente anche nelle acque di produzione che vengono scaricate in mare dalle piattaforme e può accumularsi in prossimità delle installazioni (Haanes et al., 2023). D’altra parte, microparticelle di barite, molto poco solubili, possono disperdersi per lunghe distanze prima di depositarsi sul fondo del mare e formare complessi con la sostanza organica. In questo modo il bario diviene non-biodisponibile e caratterizzato da una ridotta potenziale tossicità (Neef, 2002; OSPAR Agreement 2014-05). Tuttavia, la conoscenza della distribuzione dei livelli di bario nei sedimenti marini superficiali può essere utilizzata per identificare le aree interessate dagli scarichi dell'industria petrolifera e del gas.
Gli idrocarburi policiclici aromatici in ambiente marino derivano sia da fenomeni naturali sia da attività antropogeniche, come la combustione di sostanze organiche e di combustibili fossili; a causa della loro lipofilia e bassa solubilità nell'acqua, gli IPA tendono naturalmente a essere adsorbiti nel particolato sospeso nella colonna d’acqua e a depositarsi nei sedimenti marini. L’arricchimento dei sedimenti marini in corrispondenza delle piattaforme offshore è legato verosimilmente solo in minima parte allo scarico delle acque di produzione, in quanto il contenuto di IPA nelle acque di produzione dopo il processo di depurazione risulta essere generalmente molto basso. Più probabilmente l’arricchimento è soprattutto legato al complesso delle attività propedeutiche al processo di produzione degli idrocarburi che possono comportare il rilascio, anche accidentale, di queste sostanze.
L’indicatore descrive l’andamento temporale della concentrazione di bario e degli IPA totali nei sedimenti marini superficiali circostanti le piattaforme offshore, in funzione della distanza dalla piattaforma stessa; descrive, inoltre, l’andamento temporale della percentuale di campioni con concentrazioni superiori a un valore di riferimento; nel caso del bario è considerato un valore di riferimento di base per i sedimenti marini del mar Adriatico, noto in letteratura e confermato da indagini di approfondimento condotte da ISPRA nel 2021 nelle aree marine italiane in cui sono presenti le piattaforme offshore; nel caso degli IPA totali è considerato un valore di riferimento, noto in letteratura, oltre il quale si manifesta la probabilità di effetti tossici sull’ambiente marino.
Scopo
Fornire informazioni sulle concentrazioni di bario e IPA totali, indicatori della pressione sull’ambiente derivante dalla coltivazione di giacimenti di idrocarburi petroliferi presenti in ambiente marino offshore.


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