ISPRA: FLUSSI DI ENERGIA E DOMESTIC ENERGY FOOTPRINT

 
Descrizione
I conti dei flussi di energia (Physical energy flow accounts, PEFA) contabilizzano i flussi di energia, in terajoule, dall'ambiente all'economia (input energetici naturali, ad esempio i combustibili - solidi, liquidi e gassosi - fossili), all'interno dell'economia (prodotti energetici, ad esempio i prodotti delle raffinerie e degli impianti di produzione di energia), e dall'economia all'ambiente (residui, cioè perdite di energia e altri residui energetici). Questi dati energetici ricadono da un punto di vista concettuale nella contabilità economico-ambientale. Essi sono quindi prodotti in coerenza con i principi, le definizioni e le classificazioni dei conti economici nazionali, così da essere già predisposti per analisi integrate con dati ambientali ed economici. I dati PEFA sono complementari alle statistiche energetiche derivate dai bilanci energetici nazionali. Le loro peculiarità si possono riassumere nei concetti seguenti, coerenti con i conti economici nazionali e con lo standard statistico internazionale “System of Environmental-Economic Accounting - Central framework”(SEEA-CF): - i tre tipi di flussi di energia (input, prodotti e residui); - il quadro rappresentativo (accounting framework) delle tavole delle risorse e degli impieghi di tali flussi in termini fisici; - il principio di residenza, cioè la contabilizzazione dei flussi di energia delle attività delle unità residenti, a prescindere quindi dal territorio dove tali flussi si verificano. L'indicatore Consumo totale di energia delle unità residenti (“net domestic energy use”), derivato dai conti PEFA, misura la quantità di energia utilizzata dalle attività economiche e dalle famiglie per la produzione e il consumo. Esso può essere ulteriormente scomposto distinguendo gli usi energetici da quelli non energetici, quale l'uso di prodotti petroliferi per la produzione di plastiche. Il Consumo totale di energia delle unità residenti è confrontabile con l'indicatore più rilevante delle statistiche energetiche di fonte bilanci energetici nazionali, il “Gross inland energy consumption” (GIEC). Si noti che il GIEC include gli usi energetici per scopi non energetici. Per questo motivo anche l'indicatore qui presentato include tale componente. Si ribadisce, infine, che il Consumo totale di energia delle unità residenti è basato sul principio di residenza, mentre il GIEC risponde al principio del territorio. Accanto al Consumo totale di energia delle unità residenti e ai fini di una valutazione più completa dei flussi di energia connessi al funzionamento di un'economia, è opportuno tenere conto, oltre che dei flussi diretti dell'indicatore appena citato, anche di quelli indiretti attraverso la stima degli usi energetici “incorporati” nei beni e servizi per gli usi finali (consumi, investimenti ed esportazioni). Parlare di queste stime equivale a parlare della “footprint energetica interna” di un sistema economico (esportazioni escluse). Queste ultime stime derivano dall'applicazione del modello economico input-output e gli indicatori derivati vengono generalmente definiti “demand-based” in quanto descrivono il fenomeno a partire dall'attivazione della domanda finale. In particolare, il modello utilizzato redistribuisce gli usi energetici delle attività economiche (usi diretti) ai beni e servizi prodotti (usi diretti e indiretti). In altri termini, i risultati descrivono la quantità di energia necessaria lungo la filiera produttiva dei beni e dei servizi prodotti per gli usi finali, a prescindere dall'attività economica dove l'uso energetico abbia avuto luogo.
Scopo
Gli indicatori derivati dai conti dei flussi di energia, come il Consumo totale di energia delle unità residenti, offrono una visione complementare rispetto alle statistiche energetiche che originano dai bilanci energetici nazionali. L’indicatore “domestic energy footprint” attribuisce al consumatore finale le risorse energetiche dirette e indirette utilizzate per produrre beni e servizi. Tali informazioni possono aiutare i policy makers a preparare politiche mirate alle filiere produttive.


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