ISPRA: MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA - PERDITA FISICA
MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA - PERDITA FISICA
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ISPRA: MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA - PERDITA FISICA
Descrizione
L’indicatore perdita fisica permette di quantificare l'estensione dei fondi marini interessati da modifiche permanenti dovute ad alterazioni della morfologia e/o della natura del substrato, imputabili ad attività e/o opere antropiche, quali: opere di difesa costiera, infrastrutture portuali, cavi e condotte, piattaforme offshore, parchi eolici, pozzi per l’estrazione e la ricerca di idrocarburi (di seguito pozzi), rigassificatori GNL e le cave di sabbie relitte sottoposte ad attività di dragaggio (di seguito cave di sabbie relitte). Il calcolo è effettuato utilizzando la superficie reale per opere di difesa costiera e infrastrutture portuali; in tutti gli altri casi, è rappresentato il footprint, definito sulla base di specifici buffer associati a punti e linee rappresentativi degli elementi considerati (Foden et al., 2011; Paganelli et al, 2017; HELCOM, 2018, ICES 2019).
Per ogni categoria di opera sono stati considerati i dati disponibili più recenti: per porti e opere di difesa costiera i dati sono aggiornati al 2018, per cavi e condotte i dati, forniti da IIM, sono aggiornati al 2020, mentre nei restanti casi (piattaforme offshore e pozzi, parchi eolici, rigassificatori GNL, cave di sabbie relitte) i dati sono aggiornati al 2025, aggiornando per alcuni elementi anche i buffer. Sono state inserite le aree interessate dal dragaggio di sabbie relitte (cave di sabbie relitte), mentre non sono state considerate quelle interessate dall’affondamento dei relitti.
Viene calcolata anche la perdita fisica per tipo di attività e per tipo di habitat, utilizzando i Broad Habitat Types (BHT) e, limitatamente all’habitat Posidonia beds, gli Other Habitat Types (OHT) (EUSeaMap, 2023).
Il calcolo viene effettuato per le tre Marine Reporting Unit (MRU) di competenza dello Stato italiano: “Mar Adriatico”, “Mar Ionio e mar Mediterraneo centrale” e “Mar Mediterraneo occidentale”.
Per ogni categoria di opera sono stati considerati i dati disponibili più recenti: per porti e opere di difesa costiera i dati sono aggiornati al 2018, per cavi e condotte i dati, forniti da IIM, sono aggiornati al 2020, mentre nei restanti casi (piattaforme offshore e pozzi, parchi eolici, rigassificatori GNL, cave di sabbie relitte) i dati sono aggiornati al 2025, aggiornando per alcuni elementi anche i buffer. Sono state inserite le aree interessate dal dragaggio di sabbie relitte (cave di sabbie relitte), mentre non sono state considerate quelle interessate dall’affondamento dei relitti.
Viene calcolata anche la perdita fisica per tipo di attività e per tipo di habitat, utilizzando i Broad Habitat Types (BHT) e, limitatamente all’habitat Posidonia beds, gli Other Habitat Types (OHT) (EUSeaMap, 2023).
Il calcolo viene effettuato per le tre Marine Reporting Unit (MRU) di competenza dello Stato italiano: “Mar Adriatico”, “Mar Ionio e mar Mediterraneo centrale” e “Mar Mediterraneo occidentale”.
Scopo
Valutare l’estensione del fondo marino interessato da modifiche permanenti associate ad attività antropiche (posa di infrastrutture e dragaggi) allo scopo di popolare i criteri D6C1 (estensione territoriale e distribuzione della perdita fisica (modifica permanente) del fondale marino naturale) e D6C4 (l'entità della perdita del tipo di habitat dovuta a pressioni antropiche non supera una determinata percentuale dell'estensione naturale del tipo di habitat nella zona di valutazione), come definiti nella Decisione UE 848/2017.
In generale, l’indicatore permette di valutare le variazioni nel tempo della perdita fisica, totale, per attività e per tipo di habitat, nelle tre MRU presenti sul territorio italiano.
In generale, l’indicatore permette di valutare le variazioni nel tempo della perdita fisica, totale, per attività e per tipo di habitat, nelle tre MRU presenti sul territorio italiano.
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