ISPRA: MONITORAGGIO STRATEGIA MARINA - ALTERAZIONE DELLE CONDIZIONI IDROGRAFICHE

Descrizione
Nell’ambito del Descrittore 7 (D7), con il termine “condizioni idrografiche” si intende sia i processi idrologici riferibili alla colonna d’acqua (quali: correnti, energia di fondo, regime salino e termico), sia i processi riferibili alla fisiografia dei fondali. La Decisione (UE) 2017/848 del 17 maggio 2017 definisce i seguenti criteri per la valutazione del Buono Stato Ambientale (GES):
  1. D7C1 - Secondario: Estensione, in chilometri quadrati (km2), della zona di valutazione che ha subito effetti negativi dal punto di vista idrografico.
    D7C2 - Secondario: Estensione di ciascun tipo di habitat che ha subito effetti negativi, in chilometri quadrati (km2) o in quota percentuale (%) rispetto al totale dell'estensione dell'habitat naturale nella zona di valutazione.
Tale valutazione si è resa necessaria in quanto alcune alterazioni idrografiche possono portare alla degradazione degli habitat di interesse ecologico e/o conservazionistico (ad es. praterie di Posidonia oceanica e coralligeno) o all'instaurarsi di condizioni favorevoli all’innesco di eventi potenzialmente impattanti per la qualità dell’ambiente e gli usi del mare, quali: bloom algali (anche tossiche), diffusione delle meduse e incremento degli inquinanti microbiologici. Nel corso del I ciclo di implementazione della MSFD (2012-2018), il gruppo di lavoro comunitario ha indicato in 10 anni il periodo temporale oltre il quale un’alterazione delle condizioni idrografiche è da ritenersi permanente. Pertanto, sono escluse dall’analisi degli impatti per il D7, le opere la cui realizzazione comporti un’alterazione delle condizioni idrografiche per un periodo inferiore a dieci anni. Inoltre, ai fini della valutazione del livello di significatività dell’alterazione, l’analisi è stata limitata alle infrastrutture costiere e marine assoggettate a procedure di Valutazione di Impatto Ambientale a livello nazionale. Ciò ha consentito di escludere le opere di difesa costiera, la costruzione di piccoli porti o marine e i lavori di ampliamento delle infrastrutture portuali esistenti che, non essendo assoggettate a procedura di VIA nazionale, non si ritiene possano generare impatti significativi sugli ecosistemi marini, derivanti specificamente da alterazioni delle condizioni idrografiche.
In particolare, per il periodo di valutazione 2012-2024 l’indicatore è stato popolato considerando 27 infrastrutture selezionate tra porti, rigassificatori e parchi eolici.
Scopo
Valutare gli impatti sugli habitat di fondo e sulla colonna d’acqua, derivanti dalle alterazioni delle condizioni idrografiche indotte dalla realizzazione di infrastrutture marine e marino-costiere. 


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