ISPRA: DELTA TERMICO E CLORO ATTIVO ACQUE RIGASSIFICAZIONE
DELTA TERMICO E CLORO ATTIVO NELLE ACQUE DI PROCESSO DEI TERMINALI DI RIGASSIFICAZIONE OFFSHORE
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ISPRA: DELTA TERMICO E CLORO ATTIVO NELLE ACQUE DI PROCESSO DEI TERMINALI DI RIGASSIFICAZIONE OFFSHORE
Descrizione
Il gas naturale costituisce una delle fonti di energia più utilizzata al mondo e il suo approvvigionamento, anche per l’Italia, riveste un ruolo cruciale nel sistema energetico, al fine di garantire una fornitura stabile, sicura ed efficiente per la produzione di energia elettrica e calore sia per i consumi domestici sia per l’uso industriale. La domanda del gas in Italia è coperta solo in minima parte dalla produzione nazionale e per la maggioranza dalle importazioni, che avvengono attraverso gasdotti (sotto forma gassosa) e trasporto con navi metaniere (sotto forma liquida). Il gas trasportato in forma liquida via trasformato in forma gassosa attraverso un processo di rigassificazione che, in ambito marino, avviene attraverso lo scambio termico con l’acqua di mare; tale processo comporta la produzione e poi il rilascio in mare di acque fredde e clorate.
In Italia sono in esercizio quattro terminali di rigassificazione in ambito marino: tre di essi sono localizzati in ambiente offshore, rispettivamente il Terminale della Adriatic Liquified Natural Gas (ALNG) di tipo Gravity Based Structure (GBS) posto davanti le coste di Porto Viro (RO), il terminale della Offshore LNG Toscana di tipo Floating Storage and Regasification Unit (FSRU) ubicato davanti le coste di Livorno e il terminale della Società NAzionale Metanodotti (SNAM) di tipo FSRU davanti le coste di Ravenna, mentre il quarto il terminale, sempre della SNAM, e di tipo FSRU ed è localizzato nel porto di Piombino (LI).
L’esercizio di questi terminali è consentito in virtù di Decreti autorizzativi (Autorizzazione Integrata Ambientale-AIA, Valutazione di Impatto Ambientale-VIA e Autorizzazione Unica-AU), rilasciati ai sensi del D.Lgs. 152/2006, i quali impongono l’esecuzione di specifici monitoraggi ambientali e fissano limiti di riferimento per il delta termico delle acque di processo e la quantità di cloro scaricato in mare. Il delta termico rappresenta la differenza di temperatura tra l’acqua prelevata dall’ambiente marino, utilizzata per il processo di rigassificazione, e l’acqua successivamente scaricata a mare; il cloro (in particolare la frazione detta “attiva”, rappresentata da cloro non chimicamente ancora legato ad altre molecole e pertanto con altissime capacità ossidanti e di disinfettanti) viene addizionato alle acque di processo a scopo antivegetativo.
Questi due parametri rappresentano, quindi, indicatori utili a descrivere le pressioni sull’ambiente marino, connesse all’esercizio dei rigassificatori a mare. Per valutare tali pressioni vengono considerati i terminali ALNG di Porto Viro e OLT di Livorno, mentre per i due terminali SNAM, di Ravenna e di Piombino, entrati in esercizio solo di recente (tra il 2023 e il 2025) non si dispone di dati sufficienti.
Per il terminale ALNG di Porto Viro i limiti di riferimento per il delta termico e la quantità di cloro nelle acque di processo fissati dai decreti autorizzativi sono pari, rispettivamente, a -4,6°C (medio annuale) e a 0,2 mg/l (limite triorario), mentre per il terminale OLT sono pari a -6,0°C (limite orario) e a 3,6 tonnellate/anno.
In Italia sono in esercizio quattro terminali di rigassificazione in ambito marino: tre di essi sono localizzati in ambiente offshore, rispettivamente il Terminale della Adriatic Liquified Natural Gas (ALNG) di tipo Gravity Based Structure (GBS) posto davanti le coste di Porto Viro (RO), il terminale della Offshore LNG Toscana di tipo Floating Storage and Regasification Unit (FSRU) ubicato davanti le coste di Livorno e il terminale della Società NAzionale Metanodotti (SNAM) di tipo FSRU davanti le coste di Ravenna, mentre il quarto il terminale, sempre della SNAM, e di tipo FSRU ed è localizzato nel porto di Piombino (LI).
L’esercizio di questi terminali è consentito in virtù di Decreti autorizzativi (Autorizzazione Integrata Ambientale-AIA, Valutazione di Impatto Ambientale-VIA e Autorizzazione Unica-AU), rilasciati ai sensi del D.Lgs. 152/2006, i quali impongono l’esecuzione di specifici monitoraggi ambientali e fissano limiti di riferimento per il delta termico delle acque di processo e la quantità di cloro scaricato in mare. Il delta termico rappresenta la differenza di temperatura tra l’acqua prelevata dall’ambiente marino, utilizzata per il processo di rigassificazione, e l’acqua successivamente scaricata a mare; il cloro (in particolare la frazione detta “attiva”, rappresentata da cloro non chimicamente ancora legato ad altre molecole e pertanto con altissime capacità ossidanti e di disinfettanti) viene addizionato alle acque di processo a scopo antivegetativo.
Questi due parametri rappresentano, quindi, indicatori utili a descrivere le pressioni sull’ambiente marino, connesse all’esercizio dei rigassificatori a mare. Per valutare tali pressioni vengono considerati i terminali ALNG di Porto Viro e OLT di Livorno, mentre per i due terminali SNAM, di Ravenna e di Piombino, entrati in esercizio solo di recente (tra il 2023 e il 2025) non si dispone di dati sufficienti.
Per il terminale ALNG di Porto Viro i limiti di riferimento per il delta termico e la quantità di cloro nelle acque di processo fissati dai decreti autorizzativi sono pari, rispettivamente, a -4,6°C (medio annuale) e a 0,2 mg/l (limite triorario), mentre per il terminale OLT sono pari a -6,0°C (limite orario) e a 3,6 tonnellate/anno.
Scopo
Fornire dati e informazioni sulle pressioni esercitate sull’ambiente marino derivanti dall’operatività dei terminali di rigassificazione, anche in relazione al quantitativo di gas naturale immesso in rete.
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