ISPRA: SITI DI ESTRAZIONE DI MINERALI DI PRIMA CATEGORIA  (MINIERE)

Descrizione
Le materie prime minerarie sono alla base dello sviluppo di ogni civiltà e, direttamente o indirettamente, influenzano da sempre ogni tipo di attività umana. La loro importanza è cresciuta nel tempo sino a diventare indispensabili per tutte le tecnologie legate alla decarbonizzazione energetica e veicolare, alla robotica, all'elettronica di consumo, alla tecnologia dell'informazione, all'alta tecnologia civile e militare. Le risorse minerarie sono, quindi, fondamentali per la realizzazione della transizione ecologica e per il raggiungimento di molti degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG's). Per cercare di garantire un sicuro approvvigionamento di questi materiali all'industria europea, la Commissione Europea ha lanciato la Raw Materials Initiative e ha individuato 30 materiali critici (CRMs-Critical Raw Materials). La loro estrazione e lavorazione, quando non condotte con pratiche sostenibili, hanno però dei costi sociali e ambientali che possono essere anche particolarmente gravosi e che attualmente sono pagati dai paesi africani, sudamericani e asiatici. L'indicatore ha quindi una duplice valenza. Da una parte definisce la diffusione sul territorio dei siti estrattivi di minerali di prima categoria (miniere) attivi e dismessi o abbandonati, localizzando i giacimenti minerari sfruttati e sovente ancora sfruttabili, fornendo indicazioni sulle tipologie di minerali estratti e sull'evoluzione temporale delle attività minerarie nel territorio nazionale. Dall'altra parte fornisce, indirettamente, indicazioni sulle potenziali fonti inquinanti connesse alla struttura e alla geometria dell'area coltivata (in sotterraneo o a cielo aperto), alle pratiche d'estrazione, agli impianti di lavorazione (bacini di laveria, discariche di scarti, ecc.) e alla tipologia di materiali estratti. Le miniere attualmente in produzione sono soggette ai controlli della Polizia mineraria svolti dalle regioni avvalendosi delle ARPA competenti. Le maggiori problematiche derivano dagli insediamenti minerari abbandonati che, quando non soggetti ad attività di ripristino dei luoghi, rappresentano aree di degrado del territorio con possibili ripercussioni sulla qualità dei suoli e delle acque superficiali e sotterranee, accentuate dall’abbandono degli edifici, in alcuni casi contenenti amianto, delle strutture e dei macchinari di pertinenza dei siti e dalla frequente presenza di discariche abusive di rifiuti. In funzione del tipo di coltivazione mineraria e delle tecnologie di arricchimento, delle caratteristiche del minerale estratto e della roccia incassante, il processo di degrado delle strutture di pertinenza degli insediamenti estrattivi può provocare: crolli in sotterraneo, con conseguenti smottamenti e subsidenze in superficie; crolli in superficie delle dighe dei bacini di laveria e/o dei depositi di discarica degli sterili, con conseguenti frane, alluvioni, inquinamenti delle acque superficiali. Soprattutto nel caso dell'estrazione di minerali metalliferi le problematiche ambientali proseguono anche dopo la fine delle attività se vengono a mancare le normali pratiche di manutenzione e sicurezza delle gallerie e dei depositi di rifiuti estrattivi. In Italia tali problematiche sono però attribuibili essenzialmente alle attività minerarie pregresse, svolte con scarsi criteri di protezione ambientale. Con le nuove tecnologie di estrazione e con una costante attività di monitoraggio e controllo è comunque possibile minimizzare gli impatti e rendere l’attività estrattiva ambientalmente ed economicamente sostenibile. Molti depositi di rifiuti estrattivi contengono quantitativi interessanti di materiali riutilizzabili, compresi diversi CRMs. La loro coltivazione rappresenta un classico esempio di economia circolare che porterebbe al recupero di minerali utili e alla mitigazione delle attuali problematiche ambientali generate dalla presenza di tali depositi. In alcuni casi, le miniere cessate, che hanno caratterizzato per decenni la storia socio-economica di molti territori italiani, sono state recuperate e valorizzate ad altri usi tra cui quello turistico-culturale.
Scopo
Quantificare le attività antropiche, passate e attuali, di estrazione di minerali di prima categoria di importanza strategica per l'industria nazionale ma anche a elevato impatto ambientale - paesaggistico.


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