ISPRA: PIANI DI GESTIONE REGIONALI (COSTE)
PIANI DI GESTIONE REGIONALI (COSTE)
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ISPRA: PIANI DI GESTIONE REGIONALI (COSTE)
Descrizione
L’indicatore è il risultato della ricognizione a livello regionale dello stato della pianificazione relativa alla fascia costiera.
Gli strumenti di pianificazione più recenti evidenziano chiari tentativi di un approccio integrato alla pianificazione territoriale costiera, facendo esplicito riferimento alla Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC), come proposto nella Raccomandazione del Parlamento Europeo n. 2002/413/CE del 30/05/02 e nel VII Protocollo della Convenzione di Barcellona per il mar Mediterraneo.
Le politiche comunitarie per le aree marine e costiere sono estremamente articolate: tra le Direttive di riferimento si possono citare la Direttiva Quadro sulla Strategia Marina, la Direttiva Quadro sulle Acque, la Direttiva Alluvioni, la Direttiva Habitat e quella per la Pianificazione dello Spazio Marittimo. La Comunità Europea è impegnata altresì sulla Strategia per la Biodiversità e la Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici; nonché sullo sviluppo della Politica Integrata Marittima.
La fascia costiera è l’area sottoposta a maggiori pressioni determinate da fattori demografici e di sviluppo, accogliendo interessi derivanti dalle risorse terrestri e marittime: ciononostante non esistono norme né comunitarie né nazionali che prescrivono la definizione di uno specifico piano per le zone costiere, seppure numerosi siano gli atti in cui viene richiamata la necessità di strumenti per la tutela ambientale e per la gestione delle azioni antropiche che agiscono in queste aree.
Ciò determina che ogni ente preposto ad amministrare la zona costiera provveda nelle modalità che ritiene più idonee, seguendo percorsi e obiettivi diversi, e che gli strumenti elaborati siano di varia natura.
Per l’indicatore sono stati censiti piani stralcio redatti da Autorità di Bacino, norme di salvaguardia emanate in attesa dei redigendi piani, piani territoriali di coordinamento della costa (Liguria), piani paesaggistici (Sardegna); in alcuni casi, come per il Lazio e la Toscana, anche programmi di sviluppo economico e turistico del litorale regionale, in quanto, comunque, atti di pianificazione relativi all’ambito costiero.
Gli strumenti di pianificazione più recenti evidenziano chiari tentativi di un approccio integrato alla pianificazione territoriale costiera, facendo esplicito riferimento alla Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC), come proposto nella Raccomandazione del Parlamento Europeo n. 2002/413/CE del 30/05/02 e nel VII Protocollo della Convenzione di Barcellona per il mar Mediterraneo.
Le politiche comunitarie per le aree marine e costiere sono estremamente articolate: tra le Direttive di riferimento si possono citare la Direttiva Quadro sulla Strategia Marina, la Direttiva Quadro sulle Acque, la Direttiva Alluvioni, la Direttiva Habitat e quella per la Pianificazione dello Spazio Marittimo. La Comunità Europea è impegnata altresì sulla Strategia per la Biodiversità e la Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici; nonché sullo sviluppo della Politica Integrata Marittima.
La fascia costiera è l’area sottoposta a maggiori pressioni determinate da fattori demografici e di sviluppo, accogliendo interessi derivanti dalle risorse terrestri e marittime: ciononostante non esistono norme né comunitarie né nazionali che prescrivono la definizione di uno specifico piano per le zone costiere, seppure numerosi siano gli atti in cui viene richiamata la necessità di strumenti per la tutela ambientale e per la gestione delle azioni antropiche che agiscono in queste aree.
Ciò determina che ogni ente preposto ad amministrare la zona costiera provveda nelle modalità che ritiene più idonee, seguendo percorsi e obiettivi diversi, e che gli strumenti elaborati siano di varia natura.
Per l’indicatore sono stati censiti piani stralcio redatti da Autorità di Bacino, norme di salvaguardia emanate in attesa dei redigendi piani, piani territoriali di coordinamento della costa (Liguria), piani paesaggistici (Sardegna); in alcuni casi, come per il Lazio e la Toscana, anche programmi di sviluppo economico e turistico del litorale regionale, in quanto, comunque, atti di pianificazione relativi all’ambito costiero.
Scopo
Definire lo stato della pianificazione della fascia costiera, quale area sottoposta a maggiori pressioni determinate da fattori demografici e di sviluppo. Tramite la sua elaborazione, è possibile individuare e differenziare le risposte fornite dalle regioni alle problematiche relative alla gestione delle zone costiere.
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