ISPRA: SOSTANZE CHIMICHE NELLE ACQUE SOTTERRANEE
SOSTANZE CHIMICHE NELLE ACQUE SOTTERRANEE
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ISPRA: SOSTANZE CHIMICHE NELLE ACQUE SOTTERRANEE
Descrizione
Le sostanze chimiche presenti nelle acque sotterranee caratterizzano il chimismo delle acque fino a determinarne limitazioni all’uso delle risorse. La normale evoluzione idrogeochimica delle acque sotterranee, dalle zone di infiltrazione nel sottosuolo fino alla loro venuta a giorno, ad esempio nelle zone di risorgiva oppure nei pozzi in pianura, comporta un progressivo e naturale arricchimento di sostanze chimiche per scambio con la matrice solida dell’acquifero. Esistono invece molte altre sostanze chimiche che spesso si trovano nelle acque sotterranee e che sono di origine antropica. In tale ottica risulta fondamentale distinguere le sostanze di origine naturale (BRIDGE, 2007; SNPA, 2018) rispetto a quelle determinate dalle pressioni antropiche. Le Direttive europee 2000/60/CE e 2006/118/CE individuano gli standard di qualità delle acque sotterranee per i pesticidi e nitrati, mentre demandano agli Stati membri l’individuazione di valori soglia per altre sostanze chimiche. In Italia i valori soglia per la qualità delle acque sotterranee sono stati individuati nel D.Lgs. 30/09 e poi modificati nel DM 6 luglio 2016, aggiornando contestualmente il D.Lgs. 152/06. La normativa prevede che venga eseguita la valutazione delle tendenze ascendenti e d’inversione degli inquinanti nelle acque sotterranee ai fini della valutazione dello stato chimico dei corpi idrici sotterranei. L’indicatore rappresenta le sostanze chimiche determinate nell’ambito del monitoraggio 2018-2020 dalle ARPA/APPA, tenendo conto dei valori soglia e degli standard di qualità indicati nelle Tabelle 2 e 3 del DM 6 luglio 2016, distinguendo le sostanze di origine antropica da quelle di possibile origine naturale.
Scopo
Rappresentare le sostanze chimiche di origine antropica e di possibile origine naturale che le diverse regioni e province autonome determinano nel monitoraggio delle acque sotterranee, in riferimento al DM Ambiente 6 luglio 2016; quantificare il numero di stazioni di monitoraggio in cui si hanno superamenti degli standard di qualità o dei valori soglia stabiliti dalla normativa, per uno o più sostanze; identificare le sostanze critiche per il buono stato chimico a scala regionale anche al fine di valutare gli impatti antropici nelle acque sotterranee. Rappresentare le tendenze significative e durature all’aumento di alcune sostanze chimiche di origine antropica e di possibile origine naturale che le diverse regioni e province autonome ritrovano più spesso come superamenti dei limiti normativi in riferimento al DM Ambiente 6 luglio 2016.
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